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Sindrome Metabolica, la malattia della modernità

Sindrome Metabolica, la malattia della modernità

La Sindrome Metabolica è una condizione clinica estremamente comune nei paesi sviluppati. É caratterizzata dalla presenza di un gruppo di fattori di rischio legati al sovrappeso e all’obesità, che aumentano molto le probabilità di malattie cardiache, diabete e l’ictus.  

L’incidenza è di circa del 25% della popolazione adulta anche nel nostro territorio, con percentuali maggiori nella fascia della terza età. Le cause sono una combinazione di predisposizione familiare, dieta squilibrata e scarsa attività fisica. Queste cause portano all’accumulo di grasso addominale, che a sua volta ha un ruolo determinante nel favorire la combinazione dei diversi fattori di rischio. [1]

La diagnosi della sindrome é confermata quando sono presenti 3 o più dei seguenti fattori di rischio:

  • Obesità Viscerale o Addominale: circonferenza vita > 102 cm (uomo) o > 88 cm (donna);
  • Ipertensione Arteriosa pressione sistolica ≥ 130 mmHg e diastolica ≥ 85 mmHg;
  • Colesterolo HDL < 40 mg/dl (uomo) o 50 mg/dl (donna);
  • Trigliceridi > 150 mg/dl;
  • Glicemia > 110 mg/dl

Prevenzione

Conoscendo la sindrome, l’incidenza e le sue cause, rimane la domanda: come prevenirla? In primo luogo, è importante concentrarsi su una vita sana basata su tre aspetti:

  • gestione dello stress  (suggerisco fortemente la pratica della meditazione quotidiana)
  • attività fisica quotidiana  (potrai già notare miglioramenti con passeggiate di 40 o 60 minuti)
  • dieta sana

Comunque, una volta installata la sindrome potrebbe essere necessario ricorrere anche ai farmaci (antidiabetici, antiipertensivi e ipolipemizzanti).

Qual’è la giusta dieta?

Una dieta con basso contenuto di carboidrati (meno di 150 g al giorno) si è dimostrata efficace per i pazienti con sindrome metabolica, insulino-resistenza, diabete e obesità.

Il termine dieta paleolitica o dieta paleo apparve per la prima volta in uno studio accademico pubblicato nel New England Journal of Medicine nel 1985 [2], e questo studio aveva come obiettivo caratterizzare la dieta dei vari popoli cacciatori-raccoglitori ancora esistenti in quel momento, in cui le cosiddette malattie di civiltà non esistevano.

Interessante è notare che l’obiettivo di una dieta paleo in termini di riduzione del consumo di carboidrati non è quantitativo, ma qualitativo. Nel periodo paleolitico, al quale questa dieta si ispira, gli uomini non avevano ancora piantato grano, mais e riso, quindi questi alimenti non erano presenti nella dieta in quanto non esistevano. Pertanto, le fonti di carboidrati erano altre, più naturali, come frutta, verdura e tuberi, con un basso indice glicemico e grandi quantità di fibre.

Un altro punto di forza da ricordare in questa dieta è l’esclusione degli alimenti trasformati, additivi e zuccheri.  Queste sostanze favoriscono le reazioni infiammatorie che causano principalmente l’obesità.

Tuttavia il metabolismo dell’essere umano è estremamente complesso ed è semplicistico credere che tutti possano trarre beneficio da una singola strategia dietetica. Perciò, ridurre i carboidrati potrebbe non funzionare per tutti, visto che alcune persone rispondono meglio a una dieta con basse quantità di grassi. 

La dieta giusta dovrebbe dare la priorità a cibi sani, veri e di qualità. Ridurre la quantità di carboidrati può essere interessante, ma dovremmo essere consapevoli del tipo di carboidrati che vogliamo ridurre. Sia una soda che un frutto sono fonti di carboidrati, eppure sono alimenti molto diversi tra loro.