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Grassi saturi. Dobbiamo davvero evitarli?

Grassi saturi. Dobbiamo davvero evitarli?

Tutto iniziò con un articolo di Ancel Keys, scritto dopo aver osservato nell’Italia meridionale la più alta concentrazione di centenari al mondo. Il biologo e fisiologo statunitense ipotizzò che una dieta di tipo mediterraneo, con un basso contenuto di grassi animali, proteggesse dalle malattie cardiache, mentre una dieta ricca di grassi animali portasse ad un’aumento di queste patologie. I risultati di quello che in seguito divenne noto come Seven Countries Study sembrarono mostrare che il colesterolo serico era fortemente correlato alla mortalità per malattia coronarica sia a livello di popolazione che a livello individuale. Di conseguenza, nel 1956 i rappresentanti della American Heart Association (AHA) apparvero in televisione per informare la popolazione che una dieta che includeva grandi quantità di burro, strutto, uova e carne portava alla coronaropatia. Ciò spinse il governo degli Stati Uniti a raccomandare che le persone adottassero una dieta povera di grassi per prevenire le malattie cardiache. [¹] Nel 1961, l’AHA pubblicò le prime raccomandazioni volte ad evitare i grassi saturi e il colesterolo nella dieta al fine di prevenire un attacco di cuore. [²]

Basandosi solo su osservazioni, senza prove di studi clinici randomizzati, le linee guida nutrizionali furono modificate. Tuttavia, ciò che è stato osservato negli ultimi decenni è il fatto che l’orientamento a ridurre il consumo di grassi saturi nella dieta non ha diminuito il numero di decessi per malattie cardiovascolari. Anzi, le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di morte in Italia [³] e secondo le ultime analisi dell’Organizzazione Mondiale, la principale causa di morte in tutto il mondo. [4]

Nel post precedente, ho parlato di calorie e carboidrati e ho illustrato la relazione tra consumo esagerato di carboidrati raffinati e la probabilità di sviluppare obesità, diabete e sindrome metabolica, fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Quindi, seguendo questo ragionamento, possiamo dedurre che una dieta con un basso livello di carboidrati può proteggerci dalle malattie cardiovascolari, e che parte della causa di queste patologie è il consumo eccessivo di carboidrati. Ed è proprio questo che diversi studi attuali stanno confermando.

Secondo il  professor Walter Willett, dell'”Epidemiology and Nutrition Department” di Harvard, la raccomandazione più importante è che le persone non limitino la quantità totale di grassi nella loro dieta.
Citando il professore:

  • “Se stai limitando il grasso totale, significa che ingerirai più carboidrati”.
  • “Non ci sono mai stati dati reali che dimostrassero che le diete povere di grassi e ad alto contenuto di carboidrati fossero utili – erano solo ipotesi. “. [5]

Ed i grassi saturi invece?

Di seguito, ecco alcuni studi che corroborano quanto affermo.

Abbiamo bisogno di prove scientifiche

Questi sono solo alcuni degli studi, tra i tanti, che ho trovato conveniente citare, visto che credo che i riferimenti siano fondamentali nell’area della salute. Secondo me, nessuno può reputarsi autoreferenziale. Tutte le dichiarazioni dovrebbero essere supportate da studi scientifici indicizzati su periodici scientifici, e giammai accettate come dogma.

Non temere il grasso non significa eccessivo consumo

Quando dico di non limitare i grassi saturi, intendo i grassi presenti naturalmente in alimenti come carne, pesce, uova, noci, semi, olive, avocado. Questi alimenti sono stati parte della dieta umana fino dai tempi del Paleolitico e sono stati consumati per millenni, senza conseguenze negative per la salute degli uomini.
È vero, i grassi disponibili nel Paleolitico non erano gli stessi di quelli dei nostri giorni. Nessuno cibo oggi è esattamente come quello dei nostri antenati. I frutti odierni sono più dolci, le verdure contengono molti pesticidi e anticamente non c’erano animali allevati a suon di ormoni. Ma è anche vero che non tutti hanno la possibilità di acquistare alimenti biologici ogni giorno, come sarebbe ideale. Ad ogni modo, ciò non è fondamentale, ed in questo caso, vale il concetto “l’ottimo è nemico del buono”: il dolce fatto con la miglior farina biologica provoca più danni alla nostra salute che una bistecca, nonostante gli ormoni.

E allora cosa fare?

Bene, dovremmo tendere il più possibile a consumare ciò che è meglio per la nostra salute. È fondamentale evitare zuccheri, farinacei, cibi industrializzati e oli di semi vegetali raffinati. Il fatto che il cibo non sia biologico non è di per se dannoso: l’importante è che si tenga presente che mangiare sano non significa eliminare i grassi, che sono già stati troppo penalizzati in passato.

 Riferimenti 

1- https://en.wikipedia.org/wiki/Ancel_Keys .

2- Page IH, Allen EB, Chamberlain FL, Keys A, Stamler J, Stare FJ. Dietary fat and its relation to heart attacks and strokes. Circulation. 1961.

3- http://www.epicentro.iss.it/focus/cardiovascolare/cardiovascolari.asp

4 – https://www.thedifferentgroup.com/2016/10/21/rapporto-oms-cause-morte-2015-2030/

5- https://www.hsph.harvard.edu/news/hsph-in-the-news/eggs-fats-and-the-new-dietary-guidelines/

6- Ramsden CE, Zamora D, Majchrzak-Hong S, et al. Re-evaluation of the traditional diet-heart hypothesis: analysis of recovered data from Minnesota Coronary Experiment (1968–73). BMJ 2016.

7- Chowdhury R, Warnakula S, Kunutsor S, Crowe F, Ward HA, Johnson L, et al. Association of Dietary, Circulating, and Supplement Fatty Acids With Coronary RiskA Systematic Review and Meta-analysis. Ann Intern Med. 2014

8- Hamley, Steven. “The Effect of Replacing Saturated Fat with Mostly N-6 Polyunsaturated Fat on Coronary Heart Disease: A Meta-Analysis of Randomised Controlled Trials.” Nutrition Journal 16 (2017): 30. PMC. Web. 22 Mar. 2018.

9- L. Schwingshackl, G. Hoffmann  Dietary fatty acids in the secondary prevention of coronary heart disease: a systematic review, meta-analysis and meta-regression BMJ Open.  2014

10- Harcombe Z, Baker JS, Davies B Evidence from prospective cohort studies does not support current dietary fat guidelines: a systematic review and meta-analysis Br J Sports Med Published Online First: 03 October 2016.

11- Dehghan M, Mente A, Zhang X, Swaminathan S, Li W, Mohan V, et al. Associations of fats and carbohydrate intake with cardiovascular disease and mortality in 18 countries from five continents (PURE): a prospective cohort study. Lancet. 2017

Libri consigliati

Taubes G. Good Calories, Bad Calories: Challenging the Conventional Wisdom on Diet, Weight Control, and Disease. New York, NY: Knopf; 2007.

Teicholz N. The Big Fat Surprise: Why Butter, Meat, and Cheese Belong in a Healthy Diet. New York, NY: Simon and Schuster; 2014.