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Diabete tipo 2, cosa dicono i recenti studi scientifici

Diabete tipo 2, cosa dicono i recenti studi scientifici

I dati sono allarmanti: secondo l’International Diabetes Federation, la popolazione mondiale di persone diabetiche  è di 382 milioni di individui nel 2013 e potrebbe raggiungere i 595 milioni nel 2035.
In Italia, secondo i dati Istat 2016, sono oltre 3 milioni le persone affette da diabete, il 5,3% dell’intera popolazione. Cosa sta succedendo?

La modernità ha introdotto molti benefici e confort per l’uomo, ma in concomitanza sono arrivate anche importanti modifiche nel suo stile di vita. In primis, l’uomo una volta aveva uno stile di vita attivo, utilizzando grandi quantità di calorie per ottenere cibo. Ai giorni nostri ha adottato uno stile di vita sedentario, e oltretutto c’è stato anche un grande aumento nel consumo di zuccheri e grassi idrogenati che contribuiscono all’obesità e alle malattie moderne.

Diabete Mellito di tipo 2: la prevenzione è la migliore strategia per evitarlo

Tra tutti i tipi di diabete, il Diabete di tipo 2 è quello che più colpisce le persone (circa il 90% dei casi totali di diabete). Tuttavia, è l’unico tipo sul quale si può intervenire attraverso la prevenzione dei fattori di rischio. In questo post ci concentreremo su questo.

Come si sviluppa il diabete di tipo 2?

Una volta che il carboidrato che abbiamo assunto viene digerito e convertito in glucosio, il pancreas viene stimolato a produrre insulina. Il glucosio è immagazzinato nelle cellule principalmente dal fegato e dai muscoli sotto forma di glicogeno, e questo glicogeno fornisce energia al corpo per un periodo di 12-24 ore.
Quando le quantità di glucosio sono elevate e superano la capacità di stoccaggio del glicogeno nelle cellule, il glucosio extra viene convertito in trigliceridi nel fegato e viene conservato nelle cellule adipose per uso futuro.

Se il pancreas non produce una quantità sufficiente di insulina o se gli organi non rispondono in maniera adeguata all’ormone insulina, il corpo non può utilizzare il glucosio circolante come fonte di energia e questo resta nel sangue, dove i suoi livelli diventano sempre più alti (iperglicemia) causando danni a vari organi.

Osserviamo la conclusione di uno studio pubblicato quest’anno:

“I nostri risultati mostrano che, a 12 mesi, quasi la metà dei partecipanti ha ottenuto la remissione a uno stato non diabetico senza assumere farmaci antidiabetici. La remissione del diabete di tipo 2 è un obiettivo pratico per le cure primarie.

Diabete tipo 2, cosa dicono i recenti studi scientifici

La metodologia utilizzata è stata la seguente:

  • Sono stati selezionati individui tra i 20 e i 65 anni con diagnosi di diabete di tipo 2, indice di massa corporea di 27-45 kg / m² e che non stavano ricevendo insulina.
  • L’intervento ha compreso il ritiro di farmaci antidiabetici e antipertensivi, sostituzione totale della dieta (825-853 kcal / die di formula alimentare per 3-5 mesi), reintroduzione del cibo in fasi (da 2 a 8 settimane) e supporto strutturato per la manutenzione della perdita di peso a lungo termine.

Quali sono stati i risultati?

  • I risultati primari sono stati una perdita di peso di 15 kg o più e la remissione del diabete.
  • La perdita di peso è stata indotta con una dieta di totale sostituzione in fasi usando una dieta a bassa energia (825-853 kcal / giorno, 59% di carboidrati, 13% di grassi, 26% proteine, 2% fibra) per 3 mesi (estensibile fino a 5 mesi, se desiderato dal partecipante). In seguito è stata effettuate una reintroduzione di cibo da 2 a 8 settimane (circa il 50% di carboidrati, 35% di grassi totali e 15% di proteine) e strutturato un programma di supporto con visite mensili per la manutenzione della perdita di peso a lungo termine.

Attenzione: Questo studio, fornendo una dieta di 825-853 kcal / giorno, di cui il 59% carboidrati, ha fornito quindi 122-126 g di carboidrati al giorno, cioè una dieta a basso contenuto calorico è anche una dieta a basso contenuto di carboidrati. 

Metto tutto ciò in evidenza perchè le attuali direttive raccomandano una dieta con circa il 65% di carboidrati e questa raccomandazione è stata messa in discussione in molte ricerche. Secondo diversi studi scientifici, questa presenza eccessiva di carboidrati presenti naturalmente in alimenti come farine di cereali, zucchero, amido, frutta, riso e patate, o aggiunta artificialmente in alimenti trasformati, promuove la secrezione di insulina che potrebbe aumentare il rischio di peggioramento dell’insulino-resistenza e di accelerare l’insorgenza del diabete di tipo 2.

Una diminuzione delle quantità giornaliere di carboidrati e una dieta a basso indice glicemico hanno mostrato quindi un effetto positivo nel ridurre il rischio di diabete di tipo 2 anche in molti altri studi. Secondo gli studi di cui sotto, una dieta a basso contenuto di carboidrati di per sé può mettere in remissione il diabete di tipo 2.

E allora, quale dieta pensate che sia più interessante?

  • Una dieta a bassa quantità di calorie (e quindi carboidrati), che porta a sensazione di fame, carenza nutrizionale e necessitá di estrema forza di volontà per tutta la vita

.. oppure …

  • Una dieta non caloricamente restrittiva, ma che abbia un basso contenuto di carboidrati, nutrizionalmente ricca, che non ci faccia sentire la sensazione della fame, e che si possa seguire tutta la vita?

Come ho già affermato nei post precedenti, il vero problema è rappresentato dall’eccessivo consumo di carboidrati, principalmente zucchero e farinacei, nella nostra dieta. È chiaro che i benefici della restrizione dei carboidrati nel diabete sono immediati e ben documentati nella letteratura scientifica. La restrizione di carboidrati nella dieta riduce in modo affidabile la glicemia alta, senza richiedere perdita di peso.

 

Riferimenti bibliografici:

1- Lean MEJ, Leslie WS, Barnes AC, et al. Primary care-led weight management for remission of type 2 diabetes (DiRECT): an open-label, cluster-randomised trial. The Lancet 2017.

2- Westman EC, Yancy WS, Mavropoulos JC, Marquart M, McDuffie JR. The effect of a low-carbohydrate, etogenic diet versus a low-glycemic index diet on glycemic control in type 2 diabetes mellitus. Nutrition & metabolism 2008.

3- Noakes TD, Windt J. Evidence that supports the prescription of low-carbohydrate high-fat diets: a narrative review. Br. J. Sports Med. 2017.

4-Feinman RD, Pogozelski WK, Astrup A, et al. Dietary Carbohydrate restriction as the first approach in diabetes management. Critical review and evidence base. Nutrition (Burbank, Los Angeles County, Calif.) 2014

5- Stentz FB, Brewer A, Wan J, et al. Remission of pre-diabetes to normal glucose tolerance in obese adults with high protein versus high carbohydrate diet: randomized control trial. BMJ Open Diabetes Research & Care 2016.

6-McKenzie LA, Hallberg JS, Creighton CB, et al. A Novel Intervention Including Individualized Nutritional Recommendations Reduces Hemoglobin A1c Level, Medication Use, and Weight in Type 2 Diabetes. JMIR Diabetes 2017.

7-Ajala O, English P, Pinkney J. Systematic review and meta-analysis of different dietary approaches to the management of type 2 diabetes. The American journal of clinical nutrition 2013.

8-Saslow LR, Kim S, Daubenmier JJ, et al. A Randomized Pilot Trial of a Moderate Carbohydrate Diet Compared to a Very Low Carbohydrate Diet in Overweight or Obese Individuals with Type 2 Diabetes Mellitus or Prediabetes. PLoS One 2014.

Siti visitati:

9-http://www.expo2015.org

10-http://www.salute.gov.it

11-https://phcuk.org/healthy-eating-guidelines-weight-loss-advice-for-the-uk/

12-http://www.lowcarb-paleo.com.br/